
Nella foto: l'apertura della Galleria
(GUARDA IL VIDEO) Una notizia che spesso desta preoccupazione anche tra i pescatori, ma che va chiarita e contestualizzata. Parlo della Galleria Adige-Garda. Poche settimane fa, per le sue attività ordinarie di manutenzione, é stata aperta la Galleria, che ha scaricato nel Lago le acque del fiume Adige. E’ stata un’attività programmata, necessaria come detto per la manutenzione ordinaria di questo importante sistema idraulico che comprende il Lago di Garda, Mincio-Fissero-Tartaro-Canalbianco-Po di Levante.
Ma perché questa manutenzione? Perché questo sistema é nato per attivarsi in caso d’emergenza, quindi per gestire grandi portate idriche, potendo assicurare uno scarico fino a 500 mc/s dall’Adige al Garda, ad una velocità di 11 metri/s. Questo significa due cose: poter scaricare, quando serve, parte di un’ipotetica piena dell’Adige al fine di garantire l’incolumità di Verona e dei territori siti lungo l’asta dell’Adige; in secondo luogo, garantire allo stesso tempo anche la sicurezza del Garda.
Provate a pensare cosa potrebbe succedere se le paratie, a monte della Galleria, non si aprissero correttamente in caso d’emergenza, o se non si dovessero chiudere correttamente. Ecco l’importanza di queste manovre. Le manutenzioni che sono state fatte servono proprio a questo, ovvero garantire in casi emergenziali un’apertura, scarico e chiusura nella massima sicurezza possibile. Questo é il succo del discorso. Non vi sono altre motivazioni. Non vi é inoltre alcun progetto di “riempire” il Lago con l’acqua dell’Adige, come ho letto oggi in alcuni commenti a dir poco fantasiosi, così come non vi sono disastri ecologici.
Per capire le proporzioni ed i valori in gioco servono pochi dati. L’apertura che scaricò il maggior volume di acqua nel Garda, da quando esiste questa galleria (1959), fu il 2 settembre del 1965. Alle 14:00 di quel giorno si aprì in emergenza la galleria, in quanto l’Adige era a rischio esondazione e rimase aperta fino al 5 settembre alle ore 11:30, scaricando complessivamente nel Garda, con una portata di 440 mc/s, ben 79.000.000 di metri cubi di acqua.
Tutto quell’enorme volume d’acqua, scaricato in quattro giorni d’apertura consecutivi, corrispose ad un incremento del livello del Garda di “solo” 21 cm. Forse in quel caso ci potrebbe essere stata una criticità per il Lago di Garda che però, a onor del vero, oggi ci risulta impossibile da decifrare in caso. Le aperture per manutenzioni, invece, posso affermare che non hanno impatto alcuno sull’equilibrio gardesano.
Un esempio? La durata dello scarico, durante questa manutenzione programmata, é stata stimata in circa quattro ore, con portate, ad apertura alternata delle paratoie, da 25 mc/s fino ad un massimo di 100 mc/s, ovvero il tempo necessario per testare l’apertura in contemporanea di tutte e quattro le paratoie. Quindi una portata praticamente irrisoria, per poter incidere anche minimamente sull’ecosistema e sul bilancio idrico del Garda, che é aumentato in livello sullo zero idrometrico di 1mm scarso.
Filippo Gavazzoni – Vicepresidente Comunità del Garda