Raffaele Barbieri: «Marzo, tempo di frega per il Luccio, dalla carne dal colore bianco candido»

Il Luccio

Con le prime belle giornate soleggiate ed il progressivo riscaldarsi della temperatura dell’acqua, per molte specie inizia il periodo della riproduzione. Se il Persico si disperde, lasciando gli usuali posti ove ha trascorso gran parte dell’anno, il Luccio, durante il periodo primaverile, tende a spostarsi in acque più basse.

Pesce solitamente molto schivo, che passa gran parte del suo tempo nascosto tra le alghe in attesa di prede ignare della sua presenza, il Luccio, tra marzo e aprile, perde la sua riservatezza per andare alla ricerca di luoghi ideali per radunarsi con suoi simili e dare l’avvio al momento della “frega”.

Data la sua natura, è un pesce che da molte soddisfazioni ai pescatori amatoriali che si dilettano con la canna o con la tirlindana; al contrario, concede poche soddisfazioni ai pescatori professionisti. Personalmente, sono veramente pochi gli esemplari che sono riuscito a catturare lo scorso anno, siamo nell’ordine delle 4 unità, tra l’altro tutte catture fortuite. Si può notare che non esiste una rete specifica per la pesca al Luccio, diversamente le altre specie ittiche hanno attrezzi dedicati e peculiari. I miei nonni negli anni ’50 posizionavano i bertavelli tra il canneto, allora molto fiorente e vivo, adattandoli alla sua cattura con risultati sorprendenti.

Dalla carne dal colore bianco candido, il Luccio ha numerosi estimatori culinari, chi avesse la possibilità non deve farsi scappare l’opportunità di degustarlo in salsa alla mantovana, alla gardesana o semplicemente in insalata.

Anche il luccio è in un momento di flessione, perciò è stato attivato da pochi giorni l’Incubatoio ittico di Clusane, allo scopo di aiutare nella schiusa delle uova. Per il momento le molte piogge e le temperature che si mantengono ancora basse non stanno dando una mano, ma siamo fiduciosi che con il proseguo della stagione primaverile la situazione si stabilizzi permettendo a questa specie ittica di continuare il suo ciclo naturale della vita.

Raffaele Barbieri

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